A volte la pagina che ci compare quando avviamo il browser o apriamo una nuova scheda o pagina nel browser già aperto non è esattamente quella che ci risulta più comoda. Per esempio, se usiamo spesso Google potremmo voler fare in modo che sia la pagina del motore di ricerca a comparire automaticamente in questi casi. Impostare la pagina iniziale del nostro browser è molto semplice, come scoprirete dalle risorse che trovate elencate qui di seguito.
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Di solito Google è il motore di ricerca preimpostato in quasi tutti i browser. Fa eccezione Edge in quanto, essendo il browser ufficiale di Microsoft ed essendo quest’ultima proprietaria del motore Bing, sarà quest’ultimo quello utilizzato come predefinito. Eppure, impostare un motore di ricerca alternativo a quello predefinito non è difficile, e nelle risorse che trovate elencate qui di seguito capirete facilmente come fare.
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Di solito tendiamo a utilizzare in modo inconsapevole il browser che troviamo già installato e impostato come predefinito nel sistema operativo del nostro computer o dispositivo mobile (tablet o smartphone), ma quando arriva il momento in cui cominciamo a sperimentare altri browser e ci rendiamo conto che uno di quelli alternativi fa al caso nostro, non siamo in grado di impostare il sistema affinché consideri il nuovo browser come predefinito (o, come si dice in gergo, “di default”). Qui di seguito trovate una serie di risorse con cui potrete finalmente scoprire come si fa a re-impostare il browser e renderne predefinito uno diverso dal solito.
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Dal momento che, come abbiamo visto, è necessario creare password complesse per evitare che siano scoperte, si pone il problema di poterle richiamare nel momento in cui dobbiamo utilizzarle. Ciò diventa ancora più importante considerando la necessità di cambiare periodicamente le password più importanti. Di solito i browser offrono la possibilità di memorizzare nome utente e password per i diversi account utilizzati, ma questo sistema a volte è stato oggetto di attacchi informatici e in ogni caso non risolve il problema di quando ci troviamo su un computer che non usiamo di solito (situazione ovviamente da evitare quando si usano dati sensibili, e per la quale è consigliato poi cambiare la password utilizzata successivamente). Qui di seguito trovate indicazioni su alcuni servizi di gestione password e sulla loro utilità.
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Più che di password “sicure” si dovrebbe parlare di password “robuste”, ovvero più difficili da scoprire, in quanto in teoria nessuna password è sicura al cento per cento. Naturalmente, maggiore è la quantità e varietà di elementi al suo interno (lettere maiuscole e minuscole, numeri, segni di punteggiature) più difficile sarà scoprirla, soprattutto se non è legata a qualche informazione personale e di conseguenza ricavabile attraverso tecniche come la cosiddetta ingegneria sociale. Nell’elenco di risorse che segue troverete alcune informazioni utili su come creare password robuste e una serie di servizi che aiutano in questo compito, insieme ad altri che vi permettono, invece, di scoprire se le password che avete usato o intendete usare sono state già “indovinate” da qualche criminale informatico (gli ultimi due link), servizio che da qualche tempo viene svolto anche direttamente da alcuni browser, come scoprirete in due degli articoli.
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Ogni browser ha il suo “armamentario” di estensioni dedicate ai diversi compiti, che si evolvono e ampliano nel tempo, per questo è difficile stabilire concretamente quali siano quelle più utili, anche perché la loro utilità varia in funzione delle esigenze individuali. Le estensioni possono svolgere compiti diversi, ma nascono sempre da esigenze specifiche, per esempio catturare una pagina web nella sua interezza, salvare un video di YouTube o la sua traccia audio offline, visualizzare e archiviare i contenuti del web in una forma più comoda per la consultazione, migliorare la gestione delle schede e così via. Per individuare un’estensione che risponda a una vostra specifica esigenza, digitate semplicemente su Google la parola estensione seguita dal nome del browser e poi dalla funzione svolta: se per esempio cercate un’estensione per Firefox che catturi un’intera pagina web, provate con estensione firefox cattura pagina intera. Ricordate, inoltre, che ora le estensioni per Chrome funzionano anche con Edge. Possono esserci, ovviamente, situazioni che non pensavate di poter “risolvere” con una estensione per il browser, quindi qualche “rassegna” delle estensioni più popolari potrebbe rappresentare una fonte di ispirazione per voi, ed è per questo motivo che ho deciso di includere, qui di seguito, una serie di risorse a tema selezionandole dai risultati della ricerca “migliori estensioni per NOMEDELBROWSER”. Scoprirete, ovviamente, che fra i diversi browser ci sono estensioni che svolgono compiti simili, o addirittura che la stessa estensione è presente su più browser. Sotto l’elenco di esempi, trovate quello dei “portali” ufficiali per le estensioni dei diversi browser.
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Portali ufficiali per le estensioni dei diversi browser:
Questa non è una domanda cui è facile rispondere. Di solito, tendiamo a utilizzare il browser che troviamo già installato nel sistema operativo: Edge per Windows, Safari per macOS e iOS, Firefox per Linux e Google Chrome per Android. Moltissime persone non si rendono neanche conto che lo strumento da loro utilizzato per navigare è un’applicazione come tutte le altre, e che può quindi essere sostituito da un’altra applicazione equivalente, ovvero da un altro browser. Ogni browser offre caratteristiche comuni agli altri e altre che sono invece esclusive, quindi può essere utile conoscere quelli principali e capire se l’utilizzo di un browser alternativo può essere utile nel nostro caso specifico. Inoltre, nessuno vieta di utilizzare più di un browser, il che ci permette di provarne il funzionamento e scoprire se, eventualmente, l’uno è migliore dell’altro per la nostra navigazione. Nell’elenco che segue troverete dei link per approfondire l’argomento ed esplorare questo interessante campo informatico.
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Il modo più semplice per misurare la connessione che stiamo utilizzando per navigare consiste nell’utilizzare il servizio SpeedTest, oppure in alternativa quello di Google Fiber. Questo tipo di servizi ci fornisce, dopo la misurazione, la velocità di download e di upload, ma anche la latenza, misurata attraverso il cosiddetto ping. Per sapere qualcosa di più sulla velocità media dei diversi tipi di connessione a Internet e sull’aspetto della latenza, potete consultare le risorse elencate qui di seguito.
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Volendo spiegare la differenza fra WiFi e WiMAX in poche e semplici parole, possiamo dire che la prima tecnologia è utilizzata di solito su brevi distanze mentre la seconda permette di inviare e ricevere il segnale wireless su lunghe distanze. Per capirci, il WiMAX è quella tecnologia che si utilizza quando non si ha la possibilità di avere una connessione “terrestre” con ADSL ma si vogliono ottenere le stesse caratteristiche di quest’ultima. In questi casi il fornitore (provider) di connettività installa un dispositivo con antenna WiMAX sull’abitazione che consente la connessione con la centrale, e utilizza un router WiFi collegato via cavo a questo dispositivo per rendere disponibile la connessione all’interno dell’edificio e/o nei suoi dintorni. Qui in basso trovate alcuni articoli che vi permetteranno di capire meglio la differenza fra le due tecnologie.
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La principale differenza fra questi due popolari standard di comunicazione senza fili (wireless) sta nel fatto che il Bluetooth viene di solito utilizzato per mettere in collegamento due dispositivi (per esempio uno smartphone e un paio di auricolari, oppure un computer e un mouse) mentre il WiFi si usa per collegare diversi dispositivi a una rete, infatti nel primo caso parliamo di reti wireless personali mentre nel secondo di reti wireless locali (WLAN). L’altra differenza è la portata e potenza del segnale, che è maggiore nel WiFi. Se volete scoprire qualcosa di più su questi due popolari standard qui di seguito trovate una serie di risorse di approfondimento.
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