Prima di rispondere a una domanda come questa è importante chiarire il concetto di cache. Questo termine ha sempre indicato, in informatica, una memoria “cuscinetto” che ha il compito di conservare dati cui si accede più di frequente, in modo da coadiuvare la memoria principale. La memoria cache può essere abbinata alla RAM, alla CPU oppure al disco fisso, o persino a un software applicativo come il browser. Quando facciamo riferimento al rapporto fra memoria RAM e disco fisso, tuttavia, il compito della cache è soprattutto quello di ampliare la memoria a disposizione del sistema operativo soprattutto se la RAM non è molto capiente. In questo caso una parte del disco fisso sarà utilizzata come “spazio temporaneo” per ciò che il sistema operativo deve gestire, il che lascia anche capire quando può essere vantaggioso avere a disposizione un disco SSD invece di un hard disk tradizionale. Qui di seguito trovate una serie di risorse su cui approfondire questo interessante aspetto, nel caso vi avesse incuriosito.
La risposta alla domanda è sicuramente sì, e i motivi sono diversi, come potrete scoprire consultando le risorse di approfondimento che trovate elencate qui sotto. Principalmente si tratta di un miglioramento nell’accesso ai file sul disco e la loro organizzazione, ma l’assenza di parti meccaniche riduce anche le possibilità di guasti, sebbene gli SSD non siano eterni (come avrete potuto leggere negli approfondimenti delle altre FAQ su questo argomento, che vi consiglio di consultare). Il costo dei dischi SSD, inoltre, si è ridimensionato e oggi è possibile acquistarne anche con capacità maggiori, per esempio 512GB, e più consone alla maggior parte delle abitudini d’uso di un computer.
Un hard disk tradizionale interno Toshiba da 10 terabyte (link)L’inserimento di un disco SSD di tipo M.2 di Kingston (link)
A grandi linee, la differenza fra un disco fisso tradizionale (hard disk) e un moderno disco fisso a stato solido (SSD) è la modalità di costruzione e di accesso ai dati, in quanto il primo è basato su un disco metallico ricoperto da materiale magnetico sul quale una testina, mossa da un motore, si sposta per leggere e scrivere i dati, mentre nel secondo i dati vengono letti e scritti in un circuito elettronico, il che garantisce una maggiore densità rispetto alle dimensioni del componente e una maggiore velocità di accesso. Sotto le due immagini di esempio, trovate alcuni articoli e video nel caso vogliate approfondire questo interessante e importante (anche dal punto di vista pratico) argomento.
Un hard disk tradizionale interno Toshiba da 10 terabyte (link)L’inserimento di un disco SSD di tipo M.2 di Kingston (link)
Le memorie di massa, ovvero quelle memorie in cui si usa archiviare il software (sistemi operativi, programmi applicativi e dati), nel corso dei decenni si sono evolute passando dai nastri magnetici ai dischi (senza dimenticare le schede perforate, che furono le primissime memorie di massa in assoluto), e da questi ultimi alle memorie di massa elettroniche a stato solido, i moderni SSD (sigla che sta, appunto, per solid state disk) e le schede micro SD, versioni ultracompatte delle precedenti SD (sigla che sta per Secure Digital). Negli articoli e nei video che trovate qui di seguito potrete approfondire il concetto di memoria di massa e ripercorrere l’evoluzione di questo importante elemento del mondo informatico e tecnologico in generale.
Un disco SSD di Samsung da 500GB (link)Una schedina micro SD di Kingoston con il suo adattatore SD (link)
Una volta che abbiamo capito cos’è la RAM e perché questa memoria è così importante, potremmo essere curiosi di sapere come si fa ad ampliarne la capacità, ovvero espandere la memoria RAM in un computer (nei dispositivi mobili, tablet e smartphone, in alcuni casi è possibile espandere la ROM aggiungendo una scheda micro SD, ma in questo caso si tratta di memoria di archiviazione, identificata come ROM). L’espansione della memoria RAM di un computer è molto agevole nei modelli fissi (desktop) e un po’ meno nei portatili, ma anche per questi ultimi è di solito possibile (e spesso auspicabile) aumentarne la capacità. Negli articoli e video che trovate di seguito potrete approfondire l’argomento, nel caso foste interessati.
Come avrete già scoperto leggendo il libro, la memoria RAM è quella parte di memoria di un dispositivo in cui “transitano”, ovvero vengono temporaneamente conservate, le istruzioni e i dati necessari a svolgere i diversi compiti di volta in volta, a partire dal funzionamento del sistema operativo, che permette al dispositivo di rispondere alle vostre istruzioni. Sul funzionamento della RAM e sulla sua importanza trovate maggiori approfondimenti nella FAQ Perché è importante la memoria RAM in un dispositivo? presente in questa stessa sezione, mentre in questa ci limiteremo ad approfondire, attraverso gli articoli e video presenti qui sotto, la natura della memoria RAM e la sua evoluzione nel tempo.
La memoria RAM è quella parte di memoria che in un dispositivo (computer, tablet, smartphone, ecc.) conserva le istruzioni e i dati necessari per le attività in corso di svolgimento, per esempio il programma di grafica e l’immagine che state modificando, il riproduttore multimediale e il brano audio che state ascoltando, o semplicemente l’interfaccia grafica che vi mostra il desktop con le sue icone, il puntatore e così via. Oggi è consigliabile scegliere computer che abbiano almeno 8 GB di RAM, mentre per tablet e smartphone la dotazione consigliata parte da 4 GB. Ovviamente raddoppiando le quantità si raggiungono dotazioni di memoria ideali anche nel tempo. La memoria RAM di solito è espandibile nei computer ma non nei dispositivi mobili, quindi è importante per questi ultimi scegliere bene sin dall’inizio. Nei moderni sistemi operativi la memoria RAM è in grado di gestire più compiti contemporaneamente, con il cosiddetto multitasking. Se utilizzate Windows potrete osservare facilmente da vicino questo meccanismo usando il gestore di task (task manager) e notare come viene utilizzata la RAM dalle diverse attività in corso di svolgimento. Qui di seguito trovate una serie di articoli e video che vi aiuteranno a capire meglio e approfondire la struttura e il ruolo di questo elemento fondamentale di qualsiasi hardware.
Anche se viene identificata con la stessa sigla, la memoria ROM ha un compito e caratteristiche diverse a seconda che sia “montata” all’interno di un computer o di un dispositivo mobile (tablet o smartphone). Nel primo caso, infatti, ciò che è memorizzato al suo interno non è cancellabile in alcun caso, vista la sua importanza nel fornire alla macchina le istruzioni per l’avvio (bootstrap), contenute le software di fabbrica (firmware), cui segue il caricamento del sistema operativo. Nel secondo caso, la definizione di ROM serve soprattutto a distinguerla dalla RAM, che viene continuamente riscritta e che in assenza di alimentazione viene cancellata (si definisce perciò una memoria volatile), ma il ruolo di questa memoria nei dispositivi mobili è soprattutto quello di ospitare il sistema operativo, le app e le informazioni memorizzate dall’utente, per esempio le foto o i video. In quest’ottica possiamo considerarla più una memoria di massa che una memoria ROM, anche se sarà sempre identificata, nelle caratteristiche tecniche del dispositivo con questa seconda definizione. Qui di seguito trovate alcuni articoli utili per approfondire ulteriormente questo interessante argomento.
Nelle pagine del libro abbiamo introdotto il concetto di bit e byte, i due elementi fondamentali dell’elettronica digitale, basati sul sistema numerico binario, che sono alla base dei dati e dei programmi ospitati e circolanti all’interno dei circuiti di un qualsiasi dispositivo informatico. Abbiamo anche parlato dei loro multipli, dai kilobyte ai megabyte e così via. Per chi volesse approfondire l’argomento, qui di seguito sono disponibili alcuni articoli e video molto utili e interessanti.
La scheda madre, motherboard in inglese, è il componente che, all’interno di un dispositivo (computer, tablet, smartphone o altro) raccoglie tutti gli altri componenti. Viene definita “scheda” in quanto si tratta, di solito, di una piastra su cui sono stampati dei circuiti e montati degli alloggiamenti che ospitano componenti elettronici, compresi circuiti integrati (chip), e vari “slot” in cui inserire altri elementi fondamentali o di espansione. Su una scheda madre sono anche presenti i cosiddetti bus, ovvero i canali di comunicazione fra i diversi componenti, sotto forma di piste di rame sulla scheda oppure cavi. Quando si parla di schede madri in genere si fa riferimento a quelle dei computer fissi (desktop), dal momento che è abbastanza usuale configurare il loro hardware scegliendo appunto la motherboard per la macchina, e aggiungendo a quest’ultima i diversi componenti come il processore (CPU), la scheda grafica (GPU), la memoria RAM, il disco fisso e così via. Sulla scheda sono già montate le diverse porte ed è presente l’alimentatore, e in qualche caso un chip integrato per la grafica. Negli articoli e nei video che trovate qui di seguito, sotto le foto di esempio (che rappresentano due motherboard rispettivamente di fascia bassa e alta), potrete approfondire l’argomento nel caso foste interessati.
Una scheda madre Asus economica (link)Una scheda madre Asus di fascia alta (link)